Salò si conferma centro di eccellenza per la formazione di assistenti bagnanti in provincia di Brescia. Sono sessanta i nuovi bagnini che sabato 30 maggio, nelle piscine del Polo Sportivo gestito dalla Società Canottieri Garda, hanno ottenuto il brevetto di salvamento con abilitazione alla sorveglianza delle piscine.
Promosso dal più antico circolo velico del Lago di Garda e organizzato dalla sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto, il corso era coordinato dal fiduciario FIN Riccardo Lancetti, coadiuvato dal dottor Domenico Vetere, medico delle emergenze.
Erano presenti gli allievi dei corsi svolti a Salò e a Montichiari, con partecipanti provenienti da tutta la provincia e qualcuno dal Veneto
A formare ed esaminare gli operatori, sia per le prove in acqua che sotto l’aspetto teorico, Beppe Chiappini, una figura storica del nuoto salodiano.
È stato lui, nel lontano 1980, a portare qui i primi percorsi di formazione per il soccorso in acqua.
“Quando ero ragazzo mi è capitato purtroppo di assistere all’annegamento di un bambino. Una tragedia che poteva essere evitata se solo fossero state presenti persone formate a gestire questo genere di emergenze. A quell’epoca però sul nostro lago i bagnini erano rari”, ricorda Chiappini, che è maestro di salvamento FIN e allenatore della Canottieri. “Da allora per me la sicurezza è diventata una priorità e grazie alla macchina organizzativa della Canottieri siamo riusciti a formare negli anni centinaia di assistenti bagnanti, che hanno salvato vite in tutta Italia”.
A Salò si diplomano anche gli assistenti bagnanti MIP, che possono operare in acque aperte (mare), interne (laghi) e in piscina. Nel golfo arrivano inoltre reparti di eccellenza dell’Esercito Italiano, come i paracadutisti della Folgore, che hanno scelto le strutture della Canottieri e l’esperienza di Beppe Chiappini per perfezionare le loro tecniche di soccorso in acqua.
In Italia mancano i bagnini
In vista della stagione turistica, molti dei nuovi diplomati troveranno lavoro nelle diverse strutture ricettive del Benaco e nel resto della Penisola. In Italia, però, la mancanza di bagnini sta diventando un problema in diverse località costiere.
Nel 2025 la Fiba-Confesercenti (Federazione italiana imprese balneari) stimava in un 20% la carenza di assistenti bagnanti rispetto al fabbisogno stagionale, una quota in crescita rispetto al 10% registrato l'anno precedente.
Una tendenza confermata anche per l'estate 2026, con le associazioni di categoria che chiedono un tavolo nazionale e una revisione urgente del sistema formativo.